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Firma digitale: cos'è e come ottenerla

La dematerializzazione dei documenti cartacei, che oggi è diventata un’esigenza molto sentita dagli operatori di mercato, è il risultato di un percorso fatto in continua rincorsa all’evoluzione tecnologica e che ha subito un’accelerazione con la prima legge Bassanini del 1997, la normativa che ha sancito la validità giuridica dei documenti elettronici.

La diffusione sempre più ampia dei documenti informatici, in sostituzione di quelli cartacei, ha reso rilevante il tema della validità giuridica, che passa dall'adozione della firma digitale. Il documento digitale deve infatti poter dare le stesse garanzie di quello cartaceo, garantendo in modo oggettivo le caratteristiche di integrità, sicurezza, autenticità e immodificabilità.

A cosa serve la firma digitale e come funziona?

La firma digitale è l’equivalente informatico di una tradizionale firma autografa apposta su carta e ha il suo stesso valore legale. La sua funzione è quella di garantire autenticità, integrità e validità di un documento: tramite l’apposizione della firma digitale è possibile sottoscriverne il contenuto, assicurarne la provenienza e garantire l'inalterabilità delle informazioni in esso contenute.

La firma digitale conferisce al documento sottoscritto:

  • autenticità: la procedura garantisce l’identità di chi ha sottoscritto del documento;
  • integrità: la firma digitale assicura che il documento non abbia subito nessuna modifica dopo la sottoscrizione;
  • legalità: la firma digitale attribuisce validità legale al documento e pertanto il documento non può essere disconosciuto da chi l’ha firmato.

La firma digitale rende molto più veloci i rapporti tra privati, aziende, pubbliche amministrazioni ed è un passaggio determinante verso la digitalizzazione e la dematerializzazione dei documenti senza rinunce in termini di sicurezza.

Come "funziona" la firma digitale e come fare per averla

Per generare una firma digitale è necessario utilizzare una coppia di chiavi digitali attribuite in maniera univoca ad un soggetto, il "titolare".

La chiave privata è conosciuta solo dal titolare ed è usata per generare la firma digitale da apporre al documento. La chiave pubblica, invece, può essere usata da chiunque ne abbia necessità per verificare l’autenticità della firma.
Questo metodo è conosciuto come crittografica a chiavi asimmetriche (una pubblica e una privata), e consente:

  • la sottoscrizione di un documento informatico;
  • la verifica, da parte dei destinatari, dell’identità del soggetto firmatario;
  • la sicurezza della provenienza del documento;
  • la certezza che l’informazione contenuta nel documento non sia stata alterata.

La Firma Digitale può essere apposta su qualunque documento informatico:

  • bilanci e atti societari
  • fatture elettroniche
  • notifiche al Garante della Privacy
  • comunicazioni degli operatori finanziari con l’Agenzia delle Entrate

La coppia di chiavi può essere rilasciare soltanto da un ente certificatore come Zucchetti e un partner incaricato al riconoscimento come Guttadauro, che si assume il compito di accertare l’identità del titolare e di rilasciare un certificato digitale di sottoscrizione che può essere contenuto in un dispositivo di firma (chiave USB), oppure può essere custodito sui server dell’Ente Certificatore e richiamato dal titolare mediante specifici strumenti software (firma remota).

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