Perché fare formazione ai dipendenti sullo smart working

Immaginiamo di dover prendere un aereo. Abbiamo due opzioni: possiamo salire su un velivolo più spazioso ma comandato da un pilota non addestrato oppure prediligere un aereo più piccolo però guidato da un pilota esperto. Quale dei due sceglieremmo? 

La risposta è facile: chiunque preferirebbe viaggiare con meno comfort ma maggiore sicurezza. Il paragone può essere tranquillamente applicato anche al mondo del lavoro, in particolare quando si parla di smart working: in questo caso la sicurezza è garantita dalla conoscenza degli strumenti, delle best practice e delle tecnologie da utilizzare.

La formazione è un aspetto fondamentale per un business sano, che possa effettivamente crescere e prosperare. Proprio per questo, ogni CEO dovrebbe riconoscere e promuovere la formazione ai dipendenti, a prescindere dalla grandezza dell’azienda.

Del resto, nessun dirigente vorrebbe alle proprie dipendenze impiegati poco qualificati. Tuttavia, laddove non viene investito tempo e denaro nella formazione, può accadere che alcuni lavoratori rimangano poco aggiornati circa l’utilizzo delle nuove tecnologie o di metodi di lavoro innovativi.

 

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Un concetto, comunque, deve essere chiaro: per il training degli impiegati occorrono tempo, denaro e gli strumenti adeguati. Se pensi che la formazione sia uno spreco, sei in errore: è piuttosto la mancanza di tale investimento ad essere costosa, perché avere personale poco qualificato significa essere costretti a rivolgersi a terzi, il che rappresenta una voce di spesa in più sul budget aziendale. Insomma: promuovere la formazione dei propri dipendenti è importante. Per diversi buoni motivi.

1. Lavoratori non addestrati sono lavoratori infelici

Si sa: avere passione per il proprio lavoro è il motore della produttività. Ma come è possibile appassionarsi a una mansione, se non si sa come svolgerla? Se di fronte a una situazione, come potrebbe essere appunto lo smart working e le tecnologie ad esso associate, i dipendenti non vengono adeguatamente formati, non riescono ad essere soddisfatti del proprio lavoro, con conseguenze negative sulle performance: errori, disattenzioni, mancata cura del progetto al quale si sta lavorando. Un atteggiamento che comporta una notevole perdita di tempo e denaro.

2. L’importanza della formazione per la qualità del lavoro

Senza una corretta formazione, la qualità del lavoro rischia di essere più bassa dello standard voluto. Le attività svolte risultano inadeguate e, magari, per portare a termine un lavoro, occorre più tempo di quanto ne servirebbe usufruendo delle nuove tecnologie. Correggere, rivedere, rifare sono tutte azioni che sottraggono tempo e risorse economiche che potrebbero, invece, servire per la formazione ai dipendenti.

3. Fidelizzare i clienti e acquisirne di nuovi

La tecnologia al servizio del mercato del lavoro ha come obiettivo quello di soddisfare al meglio le esigenze dei clienti. Per perseguire questo scopo, un adeguato training dei lavoratori è fondamentale. In caso contrario, infatti, il cliente potrebbe ricevere un prodotto o un servizio inadeguato rispetto alle aspettative iniziali e quindi sarebbe più incline a rivolgersi alla concorrenza.

Viceversa, se si attua un preciso programma formativo per utilizzare al meglio nuove tecnologie o per adeguarsi a nuovi metodi o forme di lavoro (come nel caso dello smart working) la produttività e le performance dei dipendenti sarebbero migliori, facilitando così sia la fidelizzazione dei clienti già acquisiti che la possibilità di trovarne di nuovi.

Smart working: perché la formazione è importante

Società come Guttadauro, che offrono soluzioni innovative per le aziende che scelgono di introdurre lo smart working come metodo di lavoro, credono molto nella formazione ai dipendenti. Il lavoro agile, infatti, richiede l’utilizzo di diverse tecnologie e pertanto occorre che tutto il personale sia adeguatamente addestrato a usufruirne al meglio.

Un’appropriata formazione ha come conseguenza diretta un incremento della produttività, una riduzione dei costi e una maggiore coesione tra i dipendenti, anche se il lavoro si svolge da remoto.

Il programma formativo promosso da Guttadauro è incentrato su alcuni capisaldi fondamentali:

  • Promuovere una cultura della collaborazione, essenziale laddove si hanno minori opportunità di confronto vis à vis.
  • Incoraggiare il rispetto per le regole. Lavorare da remoto significa godere della fiducia che l’azienda ripone nelle capacità e nell’onestà di ciascun dipendente. Dalla sicurezza del trattamento dei dati aziendali al portare a termine un lavoro nei tempi previsti, ogni attività deve essere svolta conformemente alle regole concordate.
  • Favorire un approccio innovativo al lavoro, cambiando il modo tradizionale di concepire l’attività lavorativa, gli obiettivi da perseguire e il modo in cui farlo.

Lo smart working non ha solo l’obiettivo di conciliare lavoro e vita privata: scopo di questo metodo di lavoro è anche sostenere atteggiamenti collaborativi e rispettosi. Una riunione in videoconferenza, ad esempio, implica non solo che tutti i partecipanti siano disponibili e che nessuno arrivi in ritardo ma anche che si ascolti l’opinione di ognuno (è difficile interrompere un discorso su Skype!), facilitando così la coesione tra colleghi e, di conseguenza, aumentando la produttività dell’azienda.

Questo è solo una delle tante competenze che i lavoratori devono apprendere per potersi definire dei veri smart worker; per conoscerle tutte è indispensabile iniziare un programma di formazione. Richiedi una consulenza e ti spiegheremo come implementare lo smart working in azienda!

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