L'azienda del futuro: quali sono i trend per il 2018?

In un mondo in continua evoluzione com'è quello in cui viviamo, stare al passo con le novità dettate dalla tecnologia e dalla specializzazione delle mansioni è di fondamentale importanza per qualunque azienda, indipendentemente dalla sua provenienza geografica.

La posta in gioco è infatti massima: da una parte c’è il benessere economico e finanziario di un’intera organizzazione. Non stare al passo con i tempi significa annaspare di fronte a realtà lavorative più pronte e aggiornate, con il rischio di essere superati e quindi tagliati totalmente fuori da ogni possibile mercato. Non è una novità, ma una legge che regola domanda e offerta dacché queste esistono.

D’altra parte, però, essere aggiornati sui principali trend per il 2018 che stanno dettando legge in ambito aziendale significa anche permettere ai propri dipendenti di vivere meglio e, quindi, di produrre in quantità e secondo una qualità senza eguali.

 

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Sempre più aziende in tutto il mondo stanno infatti dimostrando che il profitto fine a sé stesso non porta da nessuna parte. Anzi, sottoporre i propri dipendenti a ritmi di lavoro stressanti e per la maggior parte alienanti è controproducente per i lavoratori stessi e, di rimando, per l’azienda che glielo chiede.

Se vuoi conoscere i trend per il 2018, dunque, sei nel posto giusto. Mettiti comodo e inizia la lettura: se seguirai questi consigli potrai dare vita a una piccola rivoluzione all’interno della tua azienda!

Tecnologia a misura d’uomo

Partendo dal presupposto che sempre più aziende nostrane si stanno votando alla tecnologia per tutti i livelli della propria attività (dal contatto con il cliente fino al servizio di assistenza), è importante comprendere appieno come essa stia prendendo una piega che va nella direzione dell’“uomo al centro”.

Parole come Artificial Intelligence e Internet of Things, dunque, non devono più fare paura ma, al contrario, devono tracciare una vera e propria strada in cui a farla da padrone saranno proprio i robot. No, nessun futuro apocalittico ci aspetta: quello che intendiamo dire con questa affermazione è che computer, tablet, smartphone e con loro anche software e app non sono altro che strumenti realizzati da uomini per soddisfare necessità di altri uomini.

Usare questi strumenti per condividere documenti, realizzare call, parlare da un polo all’altro della terra ma anche rispondere alle necessità dei clienti e dare informazioni sulla propria attività saranno le basi da cui partire per pensare all’azienda del futuro.

Lo smart working come metodo

In questa direzione va anche un altro trend per il 2018 che sta sempre più prendendo piede nelle aziende di tutto il mondo. Si tratta dello smart working, il lavoro agile che permette ai dipendenti di operare in estrema autonomia anche al di fuori dell’ufficio, per tutta la propria carriera lavorativa ma anche solo per pochi giorni a settimana.

Legalmente regolata dalla legge 81 del 22 maggio 2017, questa pratica sta apportando diverse migliorie non solo nella resa dei lavoratori ma anche nella produzione di diverse realtà imprenditoriali italiane. Con essa, infatti, si sgrava il lavoratore da una serie di attività stressanti (quali gli spostamenti casa-lavoro, i vincoli di orario, il rispetto del dress code e molto altro) lasciandogli autonomia d’azione. Di contro, i datori di lavoro possono controllare il suo lavoro tramite software e app di condivisione e metterlo in contatto con i clienti e gli altri colleghi attraverso smartphone e computer aziendali.

Non dimenticare, poi, che come abbiamo già detto tutto quanto ha a che fare con la materia contrattualistica dello smart working trova fondamento nel cosiddetto Jobs Act autonomi. Non si tratta, dunque, di una forma di contratto già prevista dal nostro ordinamento (part-time, contratto a tempo determinato, contratto a tempo indeterminato) quanto, piuttosto, di una nuova modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato. Essa, poi, deve avvenire previo accordo tra il lavoratore e il datore di lavoro: ciò significa che quest’ultimo non può imporre la decisione al dipendente.

Luoghi di lavoro come “spazi vitali”

E sempre nel solco dello smart working si muove la necessità di fornire ai dipendenti luoghi di lavoro consoni alle necessità umane di ciascuno di loro. Basta, quindi, con spazi angusti, limitati e che non permettono la collaborazione tra team. Largo, invece, a realtà quali coworking e open space, dove le barriere architettoniche sono abbattute e le singole scrivanie lasciano spazio a grandi tavoli su cui è possibile sparpagliare fogli e idee.

Queste realtà, poi, permettono ai dipendenti di usufruire di spazi veramente vivibili, che danno, cioè, una risposta concreta alle necessità delle persone: aree break dotate di tutti i comfort, spazi ludici e sale riunioni attrezzate.

 

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